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SALMAGUNDI (2004)

FAVOLA PATRIOTTICA Una produzione ERT Debutto: giovedì 29 aprile 2004

Cesena, Teatro Bonci
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Ravenna Teatro

in scena

Luigi Dadina, Maurizio Lupinelli, Alessandro Renda, Alessandro Argnani

compagnia

Teatro delle Albe

favola patriottica di

Marco Martinelli

di

Marco Martinelli

drammaturgia e regia

Marco Martinelli

in scena

Luigi Dadina, Maurizio Lupinelli, Alessandro Argnani, Luca Fagioli, Alessandro Renda, Michele Bandini, Consuelo Battiston, Daniela Bianchi, Alessandro Cafiso, Hélène Delpeyroux, Cinzia Dezi, Gianni Farina, Elena Giovagnoli, Andrea Alessandro La Bozzetta,

drammaturgia e regia

Marco Martinelli and Ermanna Montanari

assistente alla regia

Ravenna Teatro, Emilia Romagna Teatro Fondazione

ideazione

Marco Martinelli e Ermanna Montanari

con

Luigi Dadina, Maurizio Lupinelli, Alessandro Renda, Alessandro Argnani e i 15 attori del corso "Epidemie-Percorso per la crescita professionale dell'attore"

scene e costumi

Ermanna Montanari e Cosetta Gardini

luci

Vincent Longuemare

consulenza musicale

Luciano Titi

direzione tecnica

Enrico Isola

scenotecnica

Fabio Ceroni, Danilo Maniscalco, Dennis Masotti, Francesca Pambianco. Tecnici

audio

Giovanni Belvisi e Luca Fagioli

tecnici luci

Andrea Mordenti e Valentina Venturi

assistente alle luci

Francesco Catacchio

assistente scene e costumi

Roberto Magnani

assistente alla regia

Paola Bartoli e Luca Ricci

maestro di tip tap

Luca Pulega

maschere

Luca Colomba e Marcantonio Raimondi Malerba

produzione

Emilia Romagna Teatro Fondazione, Ravenna Teatro, in collaborazione con il Mittelfest 2004


L’Italia della fine del XXI secolo è una nazione sana e felice. Soprattutto sana! È avvenuto un fatto miracoloso: nessuno più si ammala. Neanche un mal di gola, un raffreddore. Gli italiani vanno incontro alla vita a testa alta, scoppiano di salute. Da tutto il mondo vengono medici e scienziati a studiare come siamo fatti: come è possibile, si domandano, che da trent’anni in Italia non si verifichino più epidemie?
Ma una mattina di maggio dell’anno 2094, il dottor Julius T. Merletto, un giovane medico appena laureato, scopre che lo zio Gustavo ha una ferita all’altezza del cuore: lo zio contadino dice che "il suo cuore si va trasformando in un salame cotto, un bel salame cotto che lo strozza".
È l’inizio di un’epidemia che travolgerà in breve tempo l’intero Paese.


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Salmagundi è una "favola patriottica" giocata sui registri della satira fantastica cari a Martinelli: Swift, Goya e Hogarth sono gli antenati protettori di questa “vicenda epidemica”, dove l’epidemia presa di mira è quella della stupidità, sovrana nelle società di massa dell’occidente, quella contro cui, per dirla con il teologo Bonhoeffer, "siamo senza difese".
Il "cuore" di una certa Italietta è messo alla berlina, il vuoto in cui i piccolo borghesi si aggirano come fantasmi, ignavi danteschi, litigiosi e festanti, in corsa dietro la prima bandiera che sventola, è aggredito con comica crudeltà: avanspettacolo e danza di morti, Martinelli mescola alla sua maniera stili e visioni per dipingere quelle forme dittatoriali di volgarità e beceraggine che regnano nelle democrazie dell’occidente.
La parola Salmagundi deriva dai Salmagundi Papers di Washington Irving, giornale satirico di inizio Ottocento nel quale lo scrittore americano irrideva ai vizi della società contemporanea.
Ideata dalla coppia Martinelli-Montanari, coprodotta da Ravenna Teatro e Emilia Romagna Teatro Fondazione, la favola vede in scena un coro di venti attori, il coro-massa che attornia il dottor Julius T. Merletto, composto da figure disegnate a tutto tondo: il pimpante Direttore dell’Istituto Nazionale per la Prevenzione delle Epidemie, i dottori e le infermiere che ballano il tip tap, i barellieri-musicisti, i parenti di Julius, la famiglia Balsamo emblema di un certo prototipo di famiglia "patriottica".
Alle presenze storiche del Teatro delle Albe e ai "palotini" (i giovani cresciuti all’interno della compagnia in questi anni), si affiancano quindici attori che hanno partecipato alla “bottega” tenuta da settembre a maggio da Martinelli e dai suoi collaboratori.
“Epidemie”, questo il nome del corso organizzato da Emilia Romagna Teatro Fondazione e Ravenna Teatro (finanziato dal Fondo Sociale Europeo, dalla Regione Emilia Romagna e dal Ministero del Lavoro), è stato molto più di una normale scuola di teatro. Per nove mesi i giovani selezionati sono entrati nella “bottega” delle Albe: studiosi di teatro, di teologia, di economia, si sono confrontati con gli allievi, generazioni differenti si sono incontrate quotidianamente, secondo la logica della bottega antica, appunto, fianco a fianco, per capire insieme che il lavoro teatrale ha senso se è in riferimento ai “mondi” che stanno al di fuori del teatro, come a quelli che si celano nel profondo dell’anima. Tutti insieme hanno lavorato per costruire un’opera: solo così si può imparare a far teatro, facendolo.
Segnato da musiche barocche intrecciate a canzonette degli anni ’30, lo spettacolo ha nelle luci di Vincent Longuemare (figura ormai irrinunciabile della poetica Albe) e nella scena e nei costumi di Ermanna Montanari e Cosetta Gardini i suoi cardini visivi.


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