intestazione

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SANTA GIOVANNA DEI MACELLI (2005)

Una produzione ERT Debutto: mercoledì 26 gennaio 2005

Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Due Mondi

Faenza, Casa del teatro

luci

Alberto Grilli

costumi e oggetti di scena

Teatro Due Mondi

di

Bertolt Brecht

regia

Alberto Grilli

con

Beatrice Cevolani, Stefano Grandi, Tanja Horstmann, Angela Pezzi, Maria Regosa, Delia Trice, Renato Valmori

costumi e oggetti di scena

Maria Donata Papadia

strutture vocali

Antonella Talamonti

produzione

Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Due Mondi


Santa Giovanna dei Macelli è un’opera che si svolge nel 1929, l’anno della grande crisi economica.
Molte delle scene sono ambientate nella Borsa del Bestiame di Chicago.
Pierpont Mauler, ricco proprietario di fabbriche per l’inscatolamento della carne che ha alle spalle i grandi finanzieri di Wall Street, conduce il gioco dei prezzi. Poi la borsa crolla, e il crollo sembra travolgere anche lui. Ma è solo una minaccia: Mauler rinasce più forte e più potente, e riesce a riprendere la gestione dei mercati anche approfittando della totale disfatta dei suoi avversari.
Ma se Mauler è un primo protagonista, la seconda pedina di questo gioco è rappresentata dal suo opposto, gli operai, i poveri di Chicago. È in corso lo sciopero delle fabbriche di carne, e Brecht, raccontando dei lavoratori, dei bassi salari, della politica industriale, svela i meccanismi di formazione della ricchezza.
Terzo e fondamentale cardine dell’opera è Giovanna Dark, una sorta di Giovanna D’Arco che s’immagina a capo della rivoluzione pacifica che dovrebbe condurre – secondo le sue speranze e i suoi desideri – col buonsenso sia a risolvere le difficoltà dei padroni che a risollevare le sorti dei “poveri”. Un buonsenso che si schianta contro la logica del profitto, e che ha la sua prima vittima proprio in Giovanna.
Lo spettacolo riassume l’opera cercando di non perdere l’efficacia, alternando momenti di riflessione a voce alta, momenti coreografici di gruppo, canzoni e situazioni comiche, scene di coinvolgimento degli spettatori.
La versione – che ha ben presente il pubblico a cui per prima è destinata – ha mantenuto la forma didascalica, cercando di costruire con il ritmo un percorso capace di catturare e mantenere l’attenzione del pubblico per tutta l’ora e mezza di durata dello spettacolo.
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