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FAUSTAE TABULAE (1995)

Una produzione ERT Debutto: sabato 13 maggio 1995

Bruxelles, kunstenFESTIVALdesArts, sala "Jefke"
produzione Emilia Romagna Teatro, Syzygie a.s.b.l., kunstenFESTIVALdesArts 1995

dal

terzo atto del Faust di Charles Gounod

libretto di

Jules Barbier e Michel Carré

scrittura

Manuel A. Pereira, Thierry Salmon

regia

Thierry Salmon

direzione musicale

Koen Kessels

con

Marie Bach, Renato Carpentieri, Daria Lippi, Carmela Locantore, Renata Palminiello, Pierre Renaux, Fabrice Rodriguez

cantanti

Christine Lamy, Dirk Laplasse, Piotr Nowacki, Cristina Rubin

musicisti

Johan Bossers, Jaan Bossier, Arne De Force, Bathylle Goldstein, Dick Van Der Harst

scene e costumi

Patricia Saive

luci

Enrico Bagnoli

assistente alla regia

Carmen Blanco Principal, Manuel A. Pereira, Michal Znaniecki

produzione

Emilia Romagna Teatro, SYZYGIE a.s.b.l., kunstenFESTIVALdesArts 1995

debutto

13/05/1995 BRUXELLES, kunstenFESTIVALdesArts, sala "Jefke"


La storia del progetto 'Faust', così come è concepita e messa in scena da Thierry Salmon, è la storia di una perdita. Perdita della memoria collettiva, perdita delle tracce della cultura occidentale, perdita della vita urbana, perdita della memoria personale degli artisti, degli attori...

La trama di questo progetto è basata sul terzo atto dell'opera Faust di Gounod ma altri due testi sono le fonti di ispirazione per l'ambientazione e l'atmosfera dello spettacolo: In the country of last things, romanzo dello scrittore americano Paul Auster, e Il guaritore delle cattedrali di Philip K. Dick.

Nel percorso artistico di Thierry Salmon, la valorizzazione dell'interazione reciproca tra cantanti e attori è un aspetto fondamentale. Già nello spettacolo Le Troiane questo rapporto era evidente. Lo stesso in Des Passions, in cui Salmon ha lavorato sulle relazioni tra gli attori e i musicisti di un quartetto. Nel nuovo progetto Salmon approfondisce questo lavoro tra attore, cantante e musicista.

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Le opere di Thierry Salmon non si lasciano comprendere appieno da una presentazione sommaria del testo e dalla regia. Sono delle grandi spedizioni che si svolgono nello spazio, scaglionate in lunghi periodi, che fanno affidamento su di una equipe d’attori venuti da tutti gli orizzonti e pratiche teatrali.

Faustae Tabulae corrisponde ad una nuova tappa nel lavoro di Salmon. In una città messa a sacco e senza dubbio occupata da una potenza nemica, degli attori, dei cantanti e dei musicisti sono alla ricerca delle tracce di ciò che rimane della memoria della città. Uomini e donne errano esclusivamente preoccupati per la loro sopravvivenza. Simon F. trova asilo in una grande sala abbandonata dove si trovavano un tempo gli archivi di una cultura nel frattempo scomparsa. Egli vi scopre una partitura intatta: l’ultimo atto di un’opera basata sul mito di Faust. Può darsi che sia questa la chiave di lettura che gli permetterà di comprendere lo stato d’emergenza. A partire da questo momento nulla ha più interesse per lui tranne ricostruire l’opera. Cerca allora di mettere insieme documenti e testimonianze. Attira nel suo nascondiglio degli artisti venuti da altri quartieri della città per aiutarlo a ricomporre l’opera completa a partire dalle vestigie: musicisti, cantanti, attori che in un lontano passato hanno avuto qualcosa a che fare con l’argomento del Faust; disegnatori, modellisti, tutti quelli che possono contribuire a resuscitare un’immagine della città tale e quale doveva essere prima che Faust rinunciasse al sapere per il piacere. Insieme fanno rivivere una parte della partitura scomparsa: le storie dei differenti personaggi che parlano lingue diverse, si aggrovigliano; le voci e gli strumenti si accordano. La ricostruzione dell’opera può cominciare e con essa la ricerca dei resti della memoria di una città e dei suoi abitanti. Ma l’impresa era troppo audace. Solo alcuni potranno resistere alle forze distruttrici che sorgono dalla città...

Faustae Tabulae annuncia una nuova spedizione di Thierry Salmon, in cui per la prima volta la musica d’opera occupa un posto predominante: un insieme musicale, dei cantanti d’opera, degli attori orchestrati da Thierry Salmon in un rifugio. Una Torre di Babele dalle risonanze di un’opera; ultimo asilo, ultima speranza di ricostruire ciò che fu perduto? O punto d’incontro di alcuni “sopravvissuti” in marcia verso dei nuovi orizzonti?


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