intestazione

ARCHIVIO

 

IL CERCHIO DI GESSO (1994)

Una produzione ERT Debutto: martedì 6 dicembre 1994

Palermo Ex Convento
produzione Emilia Romagna Teatro

di

Gigi Bertoni

da

Bertolt Brecht

regia

Alberto Grilli

con

Angela Pezzi, Paola Sabbatani, Renato Valmori, Barbara Wolf

scene e costumi

Maria Donata Papadia

luci

Marcello D'agostino

produzione

Emilia Romagna Teatro

debutto

6/12/1994 Palermo Ex Convento


Il cerchio di gesso, liberamente tratto dall'opera omonima di Li-Hing Tao (XIII secolo) e da Il cerchio di gesso del Caucaso di Bertolt Brecht, è una liberissima rielaborazione della "vecchia leggenda cinese del 1200" scritta da Li-Hing Tao. La stessa storia che Brecht trasformò, anch'egli intervenendo molto liberamente, e trasferì nel Caucaso. Di quella abbiamo conservato alcuni elementi, come l'ambientazione, molti nomi dei personaggi; e a questi abbiamo amalgamato alcune parti dell'opera di Brecht.

Una volta assimilati i materiali, tra tutte le storie possibili abbiamo scelto di raccontare al nostro pubblico una trama molto semplice, coi soli personaggi strettamente indispensabili: la storia di un bambino con due madri che, per ragioni diverse e palesi, entrambe vogliono con sé, e abbiamo volutamente cercato un linguaggio scenico capace di parlare anche ai bambini.
Così forse sarà possibile parteggiare per la madre naturale o quella "adottiva" (la giovane Gruscia) o capire le ragioni che muovono una storia che mette in campo e in discussione valori centrali per l'educazione: la forza di un rapporto che cresce tra Gruscia e il bambino, la fatica che ci costa ogni affetto, ecc.
Il sito del Teatro Due Mondi


********
Lo spettacolo è stato costruito per un normale teatro all'italiana, caratterizzato architettonicamente dalla tradizionale divisione tra palco e platea: tra quel che è finito e accade lassù, e quel che è vero (noi, la nostra vita) ed è quaggiù. Ma la parte che solitamente è riservata al pubblico questa volta è ingombra di pezzi di scenografia; due, tre, quattro ponti sono lanciati tra le due parti perché simbolicamente il vero possa salire sulla scena, e materialmente la storia possa discendere in platea. Tutto è spazio della scena, e noi seduti in mezzo ci siamo dentro, e siamo circondati dall'azione.
La musica è suonata dal vivo dagli attori. Allora il suono vero dei tamburi e dei violini (o dei fiati, o delle fisarmoniche) si mescola alla presenza finta delle maschere e degli attrezzi di scena che servono agli attori per dipanare la storia e raddoppiare i personaggi. In uno spazio così trasformato (per i palchetti eretti qua e là tra le poltrone, per la scenografia che scende in platea) e grazie anche al movimento degli attori tra il pubblico, viene a crearsi una situazione davvero insolita per le abitudini del pubblico del teatro.
Lo spettacolo si articola in alcuni momenti corali (la guerra: tamburi, bandiere, soldati..) e altri narrativi (il processo). Vengono utilizzate quindi sia tecniche proprie del teatro di strada, la musica dal vivo, col coinvolgimento dello spazio complessivo del teatro (palco più platea), sia tecniche più tradizionalmente da palcoscenico (del teatro di attore e di figura).
Teatro Due Mondi


BIOGRAFIE

Compagnie

Teatro Due Mondi



IMMAGINI

 

NUOVO SITO

Clicca qui per accedere al nuovo sito di Emilia Romagna Teatro Fondazione.

Emilia Romagna Teatro Fondazione, Modena
realizzazione sito internet Web and More S.r.l.