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L'UOMO DELLA SABBIA (2011)

Capriccio alla maniera di Hoffmann Una produzione ERT in scena Debutto: sabato 15 ottobre 2011
di

Consuelo Battiston, Gianni Farina, Alessandro Miele

regia

Gianni Farina

musiche

Stefano De Ponti

luci e direzione tecnica

Robert John Resteghini

con

Tamara Balducci, Consuelo Battiston, Tolja Djokovic, Francesco Ferri, Alessandro Miele, Mauro Milone

assistente alla regia

Chiara Fallavollita

tecnico di compagnia

Sergio Taddei

macchinista

Andrea Bulgarelli

scene costruite nel laboratorio di

Emilia Romagna Teatro Fondazione

realizzazione costumi

Elisa Alberghi

foto di scena

Arianna Lodeserto

ideazione grafica

Marco Smacchia

produzione

Emilia Romagna Teatro Fondazione, Festival delle Colline Torinesi, Programma Cultura dell’Unione Europea nell’ambito del Progetto Prospero

grazie a

Marco Cavalcoli e Chiara Lagani, Teatro Fondamenta Nuove, perAspera/Drammaturgie Possibili - Festival di Arti Contemporanee, Valtorto, Santarcangelo dei Teatri, tutti i partecipanti ai laboratori del progetto Ubiq


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Dopo il debutto al Festival VIE 2011, i giovani artisti della Compagnia Menoventi tornano a Modena con la loro nuova produzione, L’Uomo della sabbia.
Uno spettacolo originale che si nutre delle suggestioni prodotte dall’omonimo racconto di Ernst Theodor Wilhelm Hoffmann, legate al senso dello smarrimento provocato dalla perdita della realtÓ, dal paradosso creato dal venir meno dei concetti di prima e dopo, la cui eco si ripercuote in tutta Europa attraversando gli incubi del romanzo russo, le visioni di Villiers de l’Isle Adam e di Kafka, fino a generare oltreoceano le distorte realtÓ di Philip K. Dick e di David Lynch.
Ne L’uomo della sabbia la sfida Ŕ quella di far cadere le contrapposizioni positivo - negativo, prima - dopo, alto - basso, logico – illogico, in favore di un sistema in cui tutto sia contemporaneamente, come antidoto contro la noia e l’appiattimento della ripetizione, un modo per colmare la distanza tra desiderio e azione. Un cambio di prospettiva nella linearitÓ degli avvenimenti in grado di trasformare la realtÓ in grottesco, in paradosso.
Questo si risolve nella scelta drammaturgica di suddividere l’azione in Zone che ospitano differenti livelli di rappresentazione, pi¨ o meno vicini allo spettatore, che tendono a generare improvvisi scarti contestuali attraverso la sovrapposizione di situazioni che spezzano la coerenza narrativa per portare lo spettatore a rimettere in discussione tutto ci˛ che Ŕ accaduto fino a quel momento, per farlo dubitare, in ultima istanza, della realtÓ stessa di cui Ŕ stato testimone.

Suggerimenti di lettura liberamente ispirati agli spettacoli in cartellone
a cura della Biblioteca Delfini di Modena:


  • Ernst T.A. Hoffmann, L'uomo della sabbia e altri racconti, Rizzoli 1994

  • Villiers de l'Isle Adam, Eva futura, Fabbri 1992



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