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CONVERSAZIONE PER PASSARE LA NOTTE (1995)

Una produzione ERT Debutto: giovedì 30 novembre 1995

con Marisa Fabbri, Magda Mercatali
produzione Emilia Romagna Teatro, Compagnia Teatrale I Magazzini, IDI

con

Gianluca Barbieri, Marisa Fabbri, Magda Mercatali, Rossana Piano, Alvia Reale, Gianfranco Varetto

di

Raffaella Battaglini

produzione

Federico Tiezzi

scene e costumi

Pasquale Grossi

luci

Jurai Saleri

assistente alla regia

Francesco Torrigiani

produzione

Emilia Romagna Teatro, Compagnia Teatrale I Magazzini, IDI - Istituto del Dramma Italiano

debutto

30/11/1995 Modena, Teatro Storchi


Quando ho iniziato a pensare a questo testo, avevo in mente già da tempo l'immagine iniziale, quella di due donne vecchissime, sedute, spalle al pubblico, davanti a una finestra spalancata. In modo ancora vago, sapevo che si trattava di una madre e di una figlia. Sapevo che stavano raccontando una storia; e, soprattutto sapevo che stavano ricordando.
Da molto tempo volevo scrivere un testo sulla memoria. Ma il progetto ha preso forma soltanto quando ho capito che le due vecchie narratrici erano morte, e che la storia che stavano raccontando era la loro.

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In quel periodo stavo rileggendo Dante, e in qualche modo, attraverso la Divina Commedia, si è fatta strada l'idea che le mie protagoniste fossero due dannate, e che l'atto stesso del ricordare eternamente, fosse la loro particolare forma di dannazione. Ricordare, e dimenticare: quello che mi interessava soprattutto, nell'alternarsi delle due voci, e nella dissonanza delle versioni, era raccontarne l'ambiguità, le omissioni e le manipolazioni messe in atto dalla memoria al fine di addomesticare il ricordo, di renderlo sopportabile. Che fossero condannate al dubbio, questo m'interessava, anche oltre la morte; e l'idea che il vissuto, benché visto "da fuori", al di là dell'esistenza stessa, continuasse a dimostrarsi inconoscibile.
Ecco perché nel testo, sono così labili i confini tra ciò che viene ricordato e ciò che è soltanto immaginato; ed ecco perché, anche, le "ricostruzioni" delle due protagoniste assumono inevitabilmente un carattere di messinscena del ricordo, anzi, più precisamente, una messinscena del ricordo come finzione.
Avevo da poco finito di scrivere Conversazione per passare la notte quando ho visto Finale di partita con la regia di Federico Tiezzi.
Ho pensato immediatamente che sarebbe stato il regista ideale per il mio testo, e gliel'ho mandato. Evidentemente la sintonia che io avevo avvertito c'era davvero, perché Federico ha subito deciso di metterlo in scena. Da allora, per varie vicende produttive, sono passati più di due anni; ma sono convinta che questo sia uno dei casi in cui tra autore e regista si è verificato realmente un incontro, nato, pur nella diversità, da una contiguità di percorsi, da affinità di gusto e di letture, e da un modo simile di intendere il teatro. Una scelta quindi, da parte mia, assolutamente "necessaria", in senso artistico intendo; come dovrebbe essere, e come, purtroppo, in Italia succede così di rado...

Raffaella Battaglini


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Compagnie

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