intestazione

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ORACOLI (1997)

IL SUONO DELL'ACQUA DICE QUELLO CHE PENSI Una produzione ERT Debutto: sabato 4 ottobre 1997

produzione Emilia Romagna Teatro, Teatro de los Sentidos

creazione e regia

Enrique Vargas

co-creazione e assistenza alla drammaturgia

Rosa Romero
in tour: Clare Butler

con

al debutto: Sonia Abaunza, Christian Beck, Roberto Bufalari, Stefania Carnevali, Antonella Cirigliano, Umberto Franchini, Umberto Giorgione, Gabriel Hernandez, Carlos Renè Mendez, Patrizia Menichelli, Silvia Moscati, Renny O'Shea, Dioscorides Perez, Laura Polato, Rosa Romero, Thomas Roper, Lorenzo Sentimenti, Valentina Vargas, Lorella Zocca
in tour: Clare Butler, Olivia Corsini, Umberto Franchini, Barbara Pia Jenic Hernandez, Tina Malic, Patrizia Menichelli, Jean Marie Oriot, Penelope Pulido Pardo, Claudio Ponzana, Gabriella Salvaterra, Aino Stratemann, Taddo Taddei, Alekos Forero Valderrama, Alvaro Ybot

regia tecnica

al debutto: Christian Beck, Gabriel Hernandez, Thomas Roper, Sonia Abaunza, Roberto Bufalari
in tour: Umberto Franchini

installazioni e immagini visive

al debutto: Dioscorides Perez, Lorenzo Sentimenti, Umberto Franchini, Lorella Zocca
in tour: Umberto Franchini, Rosa Romero, Jean-Marie Oriot, Clare Butler, Fabrizio Orlandi

disegno dello spazio

in tour: Jean-Marie Oriot

strutture

al debutto: Christian Beck
in tour: Umberto Franchini, Aino Stratemann

disegno luci e suoni

al debutto: Carlos Renè Mendez (luci), Gabriel Hernandez (suono), Laura Polato (suono)
in tour: Alvaro Ybot Gonzalez, Claudio Ponzana

disegno odori

al debutto: Antonella Cirigliano
in tour: Barbara Pia Jenic Hernandez

costumi

al debutto: Patrizia Menichelli, Umberto Giorgione
in tour: Patrizia Menichelli

coordinamento attori

al debutto: Sonia Abaunza
in tour: Patrizia Menichelli, Umberto Franchini, Rosa Romero

spazio tattile

al debutto: Valentina Vargas, Silvia Moscati, Stefania Carnevali
in tour: Olivia Corsini, Alekos Forero Valderrama

materiali e scenografia

in tour: Penelope Pulido Pardo

assistente all’organizazzione

in tour: Tina Malic

produzione

Emilia Romagna Teatro - Teatro de los Sentidos

in collaborazione con

Ayuntamiento de Mostoles Madrid


Ispirato ai Misteri Eleusini e basato sugli Arcani Maggiori del gioco tradizionale dei Tarocchi, Oracoli rappresenta un vero e proprio sconfinamento nei campi più estremi della ricerca teatrale e parateatrale. Nell'epoca della realtà virtuale i labirinti sensoriali creano una sorta di controtendenza, sono un'immersione totale in un mondo arcaico che esalta tutte le percezioni umane (vista, tatto, olfatto, udito) connettendole con il piano psicoemotivo. Oracoli è molto di più di uno spettacolo, è la combinazione alchemica tra casualità, fortuna e filosofia, rappresenta la possibilità di vivere un teatro che nega se stesso per sciogliersi nella partecipazione attiva dello spettatore e nella possibilità di scoprire quanto può essere affascinante "guardarsi dentro".

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"Oracoli non sarà un evento per astemi o deboli di cuore. È la parte finale di una trilogia di labirinti scenici e finora è stato allestito in un tendone da circo a Bogotà, in un castello del IX sec. in Toscana e in una fabbrica del XVIII sec. a Lubljana.

Qui a Londra è stato previsto un allestimento in una stazione di autocorriere in disuso vicino a King's Cross. I primi due labirinti sono stati descritti di volta in volta "complessi e provocatori", "qualcosa che cambia, rivoluziona tutto", "enormemente suggestivo, attraente e... sconvolgente". Tutti hanno suscitato entusiasmi eccezionali nei festival di tre continenti che li hanno ospitati. Solo il primo, Il Labirinto - Il Filo di Arianna, è stato in Galles nel 1996 e ho avuto modo di prendervi parte in uno splendido pomeriggio di ottobre. Non sono portato a credere nelle trasformazioni, ma ricordo che mi sentii come all'inizio di una nuova era.

Nella fredda età postmoderna un simile successo va controcorrente, poiché ci immerge totalmente in questi labirinti sensuali, equivalenti teatrali di una sauna spirituale.

Una volta entrato nel labirinto ti muovi in passaggi oscuri, lunghi, in cui il tempo è assente, senza mai sapere a che cosa ti porteranno. Fai strani incontri nelle stanze private dei suoi abitanti, vedi figure mitiche e magiche che forse hai già incontrato nei sogni. Il viaggio è solitario, spesso penosamente solitario, anche se la "rotta", per così dire, ti porta a partecipare alla costituzione di una comunità virtuale a "bassa tecnologia" (opposto di hi-tech). Credo che il successo di questi labirinti sia originato proprio da queste qualità contraddittorie, oltre che dalla sfida senza compromessi agli schemi mentali "binari", alla schizoide opposizione anima-corpo della cultura occidentale e alle dissociazioni del postmoderno.

Enrique Vargas vede i labirinti come una specie di gioco teatrale che ci seduce e ci porta via dalle vuote formule entro cui siamo costretti a vivere, sia che si tratti di commerci o capitali, sia di maniacali guru della politica o della religione.

Oracoli perciò si può considerare un labirinto di tarocchi, all'interno del quale il viaggio viene scandito dall'incontro con arcani di un mazzo del XVI sec.

A che servono gli oracoli? A renderti capace di ascoltare te stesso, risponde Vargas. A che servono i labirinti? Servono a metterti alla ricerca di te stesso. E i tarocchi a che servono? Ti guidano verso un futuro più ricco, per il fatto che li hai consultati.

Che succede quando si combinano tarocchi, labirinti e oracoli? Ciò che accade si può forse descrivere come un filosofare sperimentale, un modo di pensare attraverso il corpo che mira ad una profonda liberazione dall'arido intellettualismo, per giungere in un luogo dove sensazioni, riflessioni e ragioni danzano assieme al suono di un'unica musica.

Oracoli, come i suoi predecessori, attraverserà tutti i confini tra teatro, arte rappresentativa, installazione figurativa, gioco interattivo e contemplazione, per dar vita ad una festa assai godibile. "Rigore sperimentale" si addice perfettamente all'arte di Vargas, e non solo perché la sua compagnia a Bogotà ha lavorato con psicologi, antropologi e scienziati naturalisti, esplorando i luoghi di scambio tra non verbalità e fisicità.

Attraverso questa ricerca la compagnia è riuscita a definire una nuova forma di disciplina rappresentativa, totalmente priva di auto indulgenza o narcisismo, che invita e aiuta gli spettatori del labirinto a raggiungere... "l'illuminazione" è un termine troppo magniloquente, "conoscenza di se stessi" troppo psichiatrico, "un piacere dei sensi pieno di buoni principi" suona come un compromesso da omelia domenicale.

In ogni caso, Oracoli promette di essere, nella più ampia accezione del termine, uno spettacolo sensazionale."


Baz Kershaw

Università di Lancaster




Il sito del Teatro de los Sentidos-Enrique Vargas

RASSEGNA STAMPA
"Che cos'è? Cyberspazio? Il sogno di un pazzo? Paradiso? Inferno? Niente parole, solo movimenti, sorrisi e sguardi amichevoli. Allora non può essere l'inferno!... Il viaggio continua - da sola cammino nel grano, sulla terra e sulla sabbia, tra specchi, attraverso ponti. Chiudo gli occhi, li apro, agisco, annuso, ascolto, sento, vedo - e sono... È quasi impossibile descriverlo. Tu devi cercare te stesso. È come un mondo di meraviglie, solo meglio".


Camilla Kjärsgaard, Berlingske Tidende


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