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SCENE DI AMLETO (2000)

Una produzione ERT Debutto: domenica 22 ottobre 2000

produzione Compagnia Lombardi Tiezzi, Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Metastasio Stabile della Toscana

di

William Shakespeare

traduzione

Gerardo Guerrieri, Michele Leoni, Mario Luzi, Alessandro Serpieri

produzione

Federico Tiezzi

con

Olimpia Carlisi, Marion D'Amburgo, Stefania Graziosi, Massimo Grigò, Sandro Lombardi, Ciro Masella, Annibale Pavone, Alessandro Schiavo, Roberto Trifirò, Massimo Verdastro, Emanuela Villagrossi

scene

Pier Paolo Bisleri

costumi

Pier Paolo Bisleri e Federico Tiezzi

luci

Roberto Innocenti

suono

Massimo Ferrati, Antonio Lovato

regista assistente

Giovanni Scandella

pittori scenografi

Belinda De Vito, Sergio Tavagna

pittori scenografi

Compagnia Lombardi Tiezzi - Emilia Romagna Teatro Fondazione - Teatro Metastasio Stabile della Toscana

produzione

Compagnia Lombardi Tiezzi – Emilia Romagna Teatro Fondazione – Teatro Metastasio Stabile della Toscana

debutto

22/10/2000, Roma, Teatro India


Con scene di AMLETO, Federico Tiezzi sceglie di non forzare la regia su una sola linea di lettura e decide di accogliere la molteplicità dei punti di vista e la ricchezza di un testo quant'altri mai ambiguo e multiforme, complesso e apparentemente inafferrabile. Tra il 1998 e il 2000 conduce un approfondito lavoro di analisi del capolavoro shakespeariano, e mette in scena tre spettacoli, tre studi sull'Amleto, che Tiezzi ha definito "appunti in forma scenica", disegni preparatori di una regia. Il montaggio di questi studi costituisce comunque una regia, che si confronta con un mito del teatro occidentale, verificandone la consistenza e il suo processo di trasfigurazione nella contemporaneità.
Per scene di AMLETO e L'apparenza inganna di Thomas Bernhard a Federico Tiezzi è stato assegnato il Premio Ubu 2001 per la miglior regia.

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Con
scene di
AMLETO, Federico Tiezzi sceglie di non forzare la regia su una sola linea di lettura e decide di accogliere la molteplicità dei punti di vista e la ricchezza di un testo quant'altri mai ambiguo e multiforme, complesso e apparentemente inafferrabile. Tra il 1998 e il 2000 conduce un approfondito lavoro di analisi del capolavoro shakespeariano, alla guida di una stabile compagnia di attori e mette in scena tre spettacoli, presentati in questi anni a Roma, Prato e Modena. Si tratta di tre studi sull'Amleto, che Tiezzi ha definito "appunti in forma scenica", disegni preparatori di una regia, un po' al modo degli Appunti per una Orestiade Africana, il film in cui Pier Paolo Pasolini segnò, come in un taccuino, le visioni, i volti e i paesaggi di un futuro lavoro sulla trilogia eschilea. Ma il montaggio di questi studi costituisce comunque una regia, che si confronta con un mito del teatro occidentale, verificandone la consistenza e il suo processo di trasfigurazione nella contemporaneità.
La messinscena di Amleto, realizzata a Mosca nel 1911 da Edward Gordon Craig e Konstantin Stanislavskij, è stato il riferimento culturale alla base di questo progetto. Essa racchiudeva il conflitto dialettico fra realismo e astrazione, naturalismo e simbolismo che attraversa la storia del teatro occidentale di questo secolo. In quell'Amleto si incontrarono - e si scontrarono - le "posizioni sceniche" di Craig, antesignano del simbolismo e dell'astrazione a teatro, e quelle di Stanislavskji, autore della grammatica della recitazione realista.
La tragedia di Shakespeare affonda le sue radici in alcune leggende nordiche, ma miti simili sono stati rintracciati in antichissime leggende orientali, per esempio in India e in Persia. Lo schema è quasi sempre lo stesso; un usurpatore (spesso parente o fratello del re) uccide il re e ne sposa la vedova. Il figlio del re sfugge miracolosamente alla morte e, per poter vendicare senza dare sospetti l'assassinio del padre, si finge pazzo. Attraverso le visioni che ognuno di questi miti suggeriva, Federico Tiezzi ha lavorato in un costante mescolamento di Oriente e Occidente, di presente e passato, di antico e moderno, al fine di far emergere, in tutta la sua complessità, la stratificazione dei significati presenti in un mito, che con le parole del passato ci parla dei dubbi e della crisi dell'uomo moderno.
La costruzione di differenti ambienti conduce gli spettatori da un accampamento nel deserto agli ambienti della corte danese, agli spazi aperti di una campagna. Si sperimenta così uno spazio emotivo e dinamico, nel quale possono trovare il giusto clima drammatico le visioni dei personaggi.
Per scene di AMLETO e L'apparenza inganna di Thomas Bernhard a Federico Tiezzi è stato assegnato il Premio Ubu 2001 per la miglior regia.

RASSEGNA STAMPA
Nei giorni scorsi - nel partecipare all'autentica maratona intorno al gran testo shakespeariano (...) - mi sono incontrato, all'India, con un evento teatrale necessario, cioè con un tipo di teatro intelligentemente e strenuamente radicato nel presente. (...) In breve, la splendida idea che sorregge la regia di Federico Tiezzi consiste nel fatto che, qui, non c'imbattiamo nel personaggio di Amleto (...) ma in un uomo di oggi (...) trascinato in una sorta di gioco delle scatole cinesi onirico: ovvero nel sogno di Amleto, che sogna, per l'appunto, la propria vicenda e la propria tragedia.


Enrico Fiore, Il Mattino


BIOGRAFIE

Compagnie

Compagnia Lombardi-Tiezzi

Artisti

Sandro Lombardi

Federico Tiezzi



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