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TROILO E CRESSIDA (1993)

Una produzione ERT Debutto: giovedì 21 gennaio 1993

Reggio Emilia, Teatro Ariosto
produzione Emilia Romagna Teatro, Associazione I Teatri Reggio Emilia

di

William Shakespeare

traduzione

Enrico Groppali

regia

Giancarlo Cobelli

con

Fabio Albanesi, Ignazio Baglio, Francesco Benedetto, Bruno Bilotta, Giuseppe Calcagno, Rino Cassano, Giampiero Cicciò, Fabio D'avino, Paolo Gasparini, Elena Ghiaurov, Davide Israel, Pierpaolo Lovino, Giovanna Magliona, Mauro Mandolini, Giuliano Oppes, Salvatore Palombi, Antonello Scarano, David Sebasti, Gian Paolo Valentini

scene e costumi

Paolo Tommasi

luci

Robert John Resteghini

musiche

Dino Villatico

produzione

Emilia Romagna Teatro, Associazione I Teatri Reggio Emilia

debutto

21/01/1993 Reggio Emilia, Teatro Ariosto


Accolto dalla maggior parte dei critici come uno degli spettacoli 'memorabili' della Stagione (vincitore infatti del Premio Ubu), Troilo e Cressidaè andato in scena con un cast di attori giovanissimi.
Il lavoro è partito da un lungo stage preparatorio svolto in stile 'claustrale' dagli attori sotto la guida del regista Giancarlo Cobelli. Un'impostazione coerente con l'evoluzione artistica del regista: "Credo molto nel ricambio generazionale - dice Cobelli - unica speranza per il nostro teatro che rischia di soffocare, e invecchiando tendo a scomparire come regista, per assumermi soprattutto il ruolo di maestro degli attori, alla cui funzione scenica affido tutto il peso dello spettacolo".


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Negli ambienti svuotati di un albergo deserto sull'appennino modenese, Cobelli ha impegnato gli attori in esercizi 'attorno' ai personaggi shakespeariani, con uno scavo personale per ognuno degli interpreti nel proprio bagaglio di esperienze e nelle corrispondenze emotive tra i lati più 'neri' del subconscio e le esteriorità individualistiche degli eroi greci, che per il regista solo alla base della comprensione di questo monumentale testo.
Troilo e Cressida è il più lungo testo di Shakespeare. Vi si narra, sullo sfondo della guerra troiana, il decadimento delle due civiltà (la greca e la troiana) e dei loro 'eroi'.
Sulla traduzione di Enrico Groppali, Giancarlo Cobelli ha lavorato ad un adattamento e a una riduzione del testo originale, e proprio questo lavoro di adattamento è la base su cui si è costruita la linea registica dell'allestimento.
Cobelli ha fatto in modo di mantenere intatto il senso unitario dell'opera, conservandone tutti gli umori, i climi e le atmosfere: le battute amputate sono dunque diventate modi, 'didascalie', che hanno aiutato il regista e gli attori nel lavoro di costruzione dei personaggi.
Lo spettacolo si avvale delle scene e dei costumi di Paolo Tommasi: la scenografia ricalca quella utilizzata dallo stesso Shakespeare. Schematica, con partizioni spaziali geometriche e fondali mobili.
La scelta dei costumi invece, sottolinea le specificità dei personaggi greci e troiani: da una parte il decadimento aureo e lascivo di Troia, dall'altra quello sanguinario e guerresco degli Achei.
Per entrambi comunque, è predominante l'elemento della nudità, dolce e sensuale nelle donne, statuaria e forte negli uomini. La scelta della nudità mette in risalto il netto contrasto tra la bellezza esteriore dei corpi di questi eroi, e la vacuità e il decadimento morale degli stessi.


BIOGRAFIE

Artisti

Rino Cassano

Giancarlo Cobelli

Gian Paolo Valentini



IMMAGINI

 

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