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ROMEO E GIULIETTA (2002)

L'ECCELLENTISSIMA E LAMENTEVOLISSIMA TRAGEDIA DI ROMEO E GIULIETTA Una produzione ERT Debutto: lunedì 3 giugno 2002

con gli allievi del Corso Humana Fiction
Emilia Romagna Teatro Fondazione

con

Massimiliano Balduzzi, Silvia Battaglio, Valeria Battaini, Bruna Bertoni, Sara Corso, Piera Cristiani, Christian Giammaria, Stefano Grandi, Mirko Lundi, Lisa Severo, Giorgio Zacco

da

William Shakespeare

disegno luci

Stefano Vercelli

costumi

Gabriella Salvaterra

scene

Antonio Panzuto

disegno luci

Paolo Rodighiero

produzione

Emilia Romagna Teatro Fondazione


Lo spettacolo è una creazione di "Humana Fiction", un corso di formazione per attori organizzato da Ert nella stagione scorsa, e realizzato con la collaborazione di Magda Siti.
Un lavoro che parte dall'improvvisazione e che, dopo diverse ricerche formali, si riavvicina nuovamente all'improvvisazione. Vercelli e gli allievi-attori hanno scavato nel gioco d'amore di Romeo e Giulietta; un palco su cui si provano tutte le pulsazioni del dramma shakespeariano, nei temi dell'amore, dell'amicizia, dell'odio e della violenza.
Un gruppo di giovani attori, un gruppo di giovani personaggi. Vercelli opera una riscrittura da Shakespeare per questo spettacolo nato in fase di laboratorio e cresciuto successivamente con gli strumenti di una pratica rigorosa.
Ne risulta un Romeo e Giulietta basato sull'invenzione drammaturgica, su un impianto essenziale che è stato prima strutturato e poi riazzerato nella consapevolezza che la ricerca della spontaneità dell'attore vada costruita con coraggio, fatica e divertimento.


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L'incomunicabilità, l'amicizia, l'odio, la violenza e l'amore sono stati i temi che ci hanno accompagnato soprattutto durante le prime fasi del lavoro e sono stati affrontati all'inizio come un gioco; per esempio molte volte abbiamo giocato a chi 'moriva meglio' o 'baciava meglio' a chi faceva meglio la scena finale del suicidio dei due innamorati con approvazione o disapprovazione degli altri attraverso applausi o fischi, così che quasi tutti hanno interpretato i due ruoli principali almeno una volta per gioco. Poi scelti definitivamente i ruoli per ciascuno, abbiamo abbandonato il gioco e affrontato un lungo lavoro sul testo; come dirlo in base alla punteggiatura, alle pause e alle azioni suggerite dal testo stesso.
Proprio alla fine di questo percorso in cui tutto ormai 'tornava' e in cui il 'prodotto finale' sembrava pronto, mi sono reso conto che avevamo perduto la freschezza e la spontaneità che c'erano all'inizio, mancava il cuore. A pochi giorni dalla fine del lavoro, con coraggio, è stato tolto tutto ciò che impediva di ritrovare il 'cuore', siamo tornati a giocare. Ovviamente anche questa nuova struttura apparentemente più vicina all'improvvisazione, è stata lavorata in seguito, considerando che la cosiddetta spontaneità dell'attore in realtà va costruita con fatica per risultare tale.
Questo è stato a grandi linee il lavoro fin qui svolto, ora siamo pronti a donarlo al pubblico.
Stefano Vercelli


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