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LA COMMEDIA DELLE PAROLE (1998)

Una produzione ERT Debutto: martedì 17 novembre 1998

Modena, Teatro Cittadella
produzione Emilia Romagna Teatro

con

Renato Carpentieri, Nicolò Casu, Daniela Giordano, Lello Serao, Giovanni Battista Storti, Barbara Valmorin

di

Arthur Schnitzler

traduzione e adattamento

Giuseppe Farese

musiche originali eseguite dal vivo

Renato Carpentieri

assistente alla regia

Giuliana Pisano

musiche originali eseguite dal vivo

Nicolò Casu

disegno luci

Giordano Baratta

costumi

Marina Luxardo

scene

Rinaldo Rinaldi

produzione

Emilia Romagna Teatro

debutto

17 novembre 1998, Modena, Teatro Cittadella


La Commedia delle parole è incentrata in sostanza sulla problematica del rapporto coniugale, sulle difficoltà che due persone incontrano nel disperato tentativo di trovare un punto di contatto e d'intesa. In un estenuante gioco fra realtà e finzione gli uomini perdono di vista quei sentimenti che renderebbero possibili il contatto e la comprensione reciproca, approdando così a una condizione di desolata e irreversibile solitudine, tanto più tragica in quanto dietro di essa si cela solo la smorfia del sentimento reale.

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Commedia delle parole è andata in scena per la prima volta al Bürgtheater di Vienna il 12 ottobre 1915. In una biografia dello scrittore austriaco Giuseppe Farese scrive che "Quel che differenzia Commedia delle parole dagli altri cicli è la doppia valenza di uno stesso tema, sempre presente nei tre atti unici: la vita come commedia, la commedia della vita nel matrimonio. (...) La Commedia delle parole è incentrata in sostanza sulla problematica del rapporto coniugale, sulle difficoltà che due persone incontrano nel disperato tentativo di trovare un punto di contatto e d'intesa. (...) In un estenuante gioco fra realtà e finzione gli uomini perdono di vista quei sentimenti che renderebbero possibili il contatto e la comprensione reciproca, approdando così a una condizione di desolata e irreversibile solitudine, tanto più tragica in quanto dietro di essa si cela solo la smorfia del sentimento reale. (...) le parole non sono in grado di comunicarci certezze, ma sono solo il mezzo per esprimere una situazione umana di cui non possiamo in nessun modo prevedere o intuire lo sviluppo. La vita è dunque una commedia recitata con le parole, ma le parole della commedia mentono, il mondo mente e l'unica realtà è la solitudine." Dopo più di ottant'anni, nonostante sia radicalmente cambiato il contesto in cui viviamo, le problematiche essenziali e i nodi centrali del matrimonio, soprattutto in una realtà di stampo borghese, non sono di fatto tanto distanti dalla realtà descritta da Schnitzler. Il lavoro di regia in questo allestimento sarà allora anche quello di dare risalto alle sostanziali similitudini, di sottolineare il fatto che realmente siano stati fatti pochi passi in avanti rispetto al passato nell'elaborazione di una realtà tanto determinate sia per il singolo individuo che per la società intera.


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